Reseña del libro "MOBY PRINCE - La strage nella rada e la notte della terza nave"
Moby Prince, Livorno, 10 aprile 1991: la più grave strage della marineria civile italiana, e uno dei più grandi misteri irrisolti della nostra storia. Centoquaranta morti, un solo superstite, a poche miglia dalla riva.Una sera di primavera, un traghetto lascia il porto di Livorno diretto in Sardegna. È una traversata di sempre. Pochi minuti dopo, nella rada, entra in collisione con una petroliera alla fonda, l'Agip Abruzzo, e il mare prende fuoco. A un passo dalla città, sotto gli occhi di un intero porto, muoiono centoquaranta persone. Se ne salva una sola, un giovane mozzo strappato alle fiamme da due ormeggiatori su una barchetta, i soli ad arrivare quando l'intero apparato dei soccorsi guardava altrove.Per anni la storia ufficiale ha parlato di fatalità una nebbia improvvisa, un incendio contro cui nulla si poteva fare. Poi quella versione è crollata, non per opinione, ma per prova. Quella sera la nebbia non c'era. A bordo, dopo l'urto, ci fu del tempo: molte persone rimasero in vita per ore, in attesa di un aiuto che non arrivò mai.Questo libro ricostruisce, in un racconto teso e documentato, la notte e i decenni che l'hanno seguita. Restituisce prima di tutto un volto a chi era a bordo, gente comune che tornava a casa. Ripercorre le indagini archiviate e i processi chiusi con l'assoluzione di tutti gli imputati. Racconta il rifiuto ostinato dei familiari di accettare una verità comoda, e le commissioni parlamentari che, una dopo l'altra, hanno rovesciato il racconto dei primi anni. E mette al centro l'ombra di una terza nave mai identificata, comparsa nella rada quella notte e poi svanita senza lasciare un nome.Cosa faceva davvero la petroliera in quel tratto di mare? Cosa si muoveva, quella sera, nella rada di Livorno? Perché, a tanti anni di distanza, non si è ancora chiusa una sola verità, e perché la verità comoda dei primi tempi fu, di fatto, amministrata da chi aveva interesse a stabilirla?Un'inchiesta narrativa che tiene insieme il rigore dei documenti e la forza di un romanzo, nel solco dei grandi misteri d'Italia e delle verità sepolte come Ustica. Un libro che distingue con onestà ciò che è accertato da ciò che resta conteso, senza emettere il verdetto che nessun tribunale ha mai emesso, e che chiude sulla memoria: il rito che ogni dieci di aprile riporta una città al suo mare, perché centoquaranta vite non diventino mai un numero.Per i lettori di true crime storico, di storia d'Italia contemporanea e di grandi casi irrisolti. Una strage a un passo dalla riva, un solo superstite, e una domanda che non si è più spenta.